venerdì 11 marzo 2011

PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE

Un terremoto di magnitudo 8.9 ha devastato il Giappone nord-orientale.
Danni maggiori sta causando l'onda di maremoto generata dal sisma stesso, il cui epicentro si trova in mare ad una centinaia di km circa dalla costa.
Le notizie si rincorrono di ora in ora, col bollettino amaro delle vittime e dei dispersi che inevitabilmente cresce col passare del tempo.
Quando leggo notizie di questo tipo e vedo le immagini in rete, mi chiedo sempre cosa sarebbe successo qui da noi in Italia.
E' vero, come dicono i sismologi, che una magnitudo di questa portata non si potrebbe generare nelle profondità del nostro Paese, il quale è caratterizzato da faglie molto più piccole e quindi da accelerazioni del suolo di minore entità (difficilmente si superano i 7 gradi Richter).
Però le tragedie avvengono anche qui.
L'immagine che subito balza in mente è quella de L'Aquila, devastata dal terremoto del 6 aprile 2009, di potenza mille volte inferiore (magnitudo 6.3 Richter).
Mi ha sempre stupito come dopo ogni sisma "italiano" restino soltanto macerie, disperazione e funerali di Stato, con l'immancabile politico di turno che si sforza di piangere per partecipare al dolore della gente (le chiamo "le lacrime elettorali").
In Giappone, ma anche in California, in Messico ed in Cile, i governanti hanno capito un concetto molto chiaro: se il nostro Paese è ad elevato rischio sismico, bisogna costruire in modo da limitare al massimo le tragedie ed in posti dove la natura offre riparo.
I soldi ci sono: basta prenderli dalle inutili missioni militari all'estero o recuperando l'evasione fiscale.
La volontà manca.
Mi sembra il classico atteggiamento dell'italiano medio, il quale non vuole vedere mai il problema, e dopo invece piange e sbraita come se avvenisse tutto senza preavviso.
E' vero: i terremoti non si possono prevedere.
Ma non si può prevedere il quando, non il se.
Le mappe sismiche parlano chiaro.
E se è difficile rifare da capo a piedi interi paesini arroccati sugli Appennini (che fanno anche la bellezza del nostro Paese), è anche vero che si possono ristrutturare seguendo l'esempio di Stati all'avanguardia in questo settore.
Invece da noi il problema non esiste, gli imprenditori si telefonano alle 3 di notte e si scompisciano di risate, gli edifici pubblici vengono costruiti con materiali degni di una casetta di Barbie...e nessuno viene punito in modo esemplare.
Ma tanto...domani è un altro giorno, ridiamoci su!

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